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A volte mi domando dove fossi o cosa guardassi l’anno scorso. E’ il secondo Ramadan in cui mi trovo coinvolto. Non mi ero quasi accorto di tutto quello che sto per descrivere.
Nel libro che sto leggendo, quella islamica, viene descritta come una religione “che si fa”. Il Ramadan ne è la dimostrazione più evidente. Una disciplina di comportamento che dura un mese.
Un qualcosa di totale.
Cambiano tutti i ritmi di vita. Cambiano gli orari di lavoro. (esempio, da noi in TV, i programmi si registrano solo la notte). Cambiano gli orari di apertura dei negozi.
E’ incredibile attraversare a mezzogiorno la città turistica di Hammamet e vedere tutto chiuso. Peggio che domenica.
Il crollo delle presenze negli alberghi è verticale. Pare che le agenzie occidentali sconsiglino le partenze per evitarsi reclami sui livelli di servizio.
Sapendo che il Ramadan si sposta di 10 gg in avanti ogni anno, ci vorranno almeno 8 – 10 anni perché capiti a Giugno. Perché esca dai mesi di luglio e agosto, la stagione turistica europea. Questo intervallo sta preoccupando non poco i responsabili dell’economie dei Paesi islamici che basano molte delle loro entrate sul turismo, con tanto di discussioni e proposte sommesse a tutti i livelli.
Cambiano i consumi televisivi. Tanto che il 60% degli investimenti pubblicitari annuali si concentrano nel solo mese del Ramadan.
E’ una religione “che si fa”. E uno dei momenti più attesi in queste giornate, è la rottura del digiuno. Il momento cioè quando, calando il sole, è ammesso bere e mangiare.
Fatemi dire, in modo un po’ blasfemo, che è un momento che assomiglia alla nostra mezzanotte di capodanno. Tutti fermi, bicchieri alla mano, ad attendere il conto alla rovescia. Per poi brindare e festeggiare.
Accade qualcosa di simile. Poco prima della rottura del digiuno tutto si ferma. Il traffico va praticamente a zero. Marciapiedi deserti. La maggior parte dei ristoranti, in questo mese, sono chiusi per ferie. Tutti sono nelle case ad attendere l’annuncio. Da noi, a Nessma TV tutti ritirano in mensa il vassoio con la cena, l’appoggiano sulla scrivania, e aspettano.
Una grande trattenuta di fiato collettiva. Poi, secondo un calendario delle effemeridi distribuito ovunque, dalle torri delle moschee, a tutte le televisioni si chiude il momento della preghiera e viene annunciata la rottura del digiuno. E lì inizia la festa. Tutti a tavola con serenità e chiacchiere.
Contrariamente a quello che dicono tutte le agenzie turistiche, il Ramadan, da un Paese di fede islamica, andrebbe visto, Almeno una volta nella vita.
Nota personale N1
- il Ramadan televisivo in agosto ha fatto cambiare anche la mia/nostra vita familiare. E’ il secondo anno che salto le ferie, per assicurare il mio contributo alla preparazione dei programmi in questo mese speciale.
Nota personale N2
- per un errore nella programmazione dei server di emissione, il primo giorno di Ramadan, abbiamo trasmesso la rottura del digiuno 35 secondi prima di TV7, la RAIuno locale. Apriti cielo. Migliaia di telefonate e messaggi di protesta. C’è anche chi mi ha spiegato come, mangiare prima del momento dovuto, annulla tutto lo sforzo della giornata. Il tempo esatto dell’annuncio su TV7 è talmente “nazionale” ed importante che anche le moschee vi si attengono. E noi l’abbiamo dato 35 secondi prima… Il giorno dopo, indagavo per capire le ragioni dell’errore. Mi sono trovato davanti un muro di omertà e reticenze. I 35 secondi hanno iniziato a ridursi. – “Ma noooo, meno, moooolto meno”. Sono scesi. a 5. Quindi: “L’abbiamo fatto quasi insieme”. – “Si si, l’abbiamo fatto insieme” – Anzi “Noi tenevamo d’occhio TV7 e poi siamo partiti”.
Per venirne a capo, come mi capita (purtroppo) a volte ho cominciato a urlare a destra e a manca. Fino a che tutti hanno smesso di raccontare bugie e, dal loro silenzio, ho capito che la grande cazzata l’avevamo proprio fatta. Abbiamo sistemato le macchine. Nei giorni seguenti ho seguito personalmente la partenza del nostro annuncio. Rigorosamente 5 secondi dopo TV7.
Chi avrebbe mai detto che io, laico impenitente, mi sarei arrabbiato così tanto per il rispetto di una norma religiosa islamica?
Nota personale N3
- il famigerato aereo notturno dell’Alitalia che mi riporta in Italia prevede l’apertura del Check-in alle 19e30. Almeno così, in questi giorni, continuano ad annunciare in modo automatico i tabelloni. Ma le 19e30 coincidono col momento della rottura del digiuno, tutti gli operatori dell’aeroporto mangiano. L’aeroporto si svuota. Nessun banco, dico nessuno, è attivo. La vita ricomincia alle 20.
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Nella foto: il lavoro a NESSMA nei minuti che precedono l’annuncio. Poi tutti gli operatori si fermano, le macchine vanno avanti in automatico, e si mangia tutti insieme.
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Bella questa cosa della religione “che si fa”.
Credo che sia nel dna delle religioni, ma che poi spesso sia più facile la religione delle parole, anzi, delle parole d’ordine.
Giusto oggi su La Stampa c’è un editoriale* che chiede ai cattolici (che stanno criticando Berlusconi e la Lega) un atto di autocritica, ricordando quanto si siano arroccati su poche parole d’ordine selettive e quanto si siano compromessi con il governo.
Da noi la religione la fanno solo “gli attivisti” e i “volontari”. Da questo punto di vista non è più una religione nè di stato nè di popolo.
E tu con il Ramadan?. Immagino mangi con loro dopo la rottura del digiuno. Ma di giorno, mangi?
* http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=7732&ID_sezione=29&sezione=
Cercherò la Stampa (visto che sono di transito per aeroporti). Per quanto riguarda gli attivisti cattolici c’è un bel parallelo fatto oggi sul Manifesto (pag 2) tra attivisti CL – attivisti PCI e valore/senso di un leader – nella sostanza PCI e CL hanno/avevano leader cui ispirarsi il resto dei raggrupamenti politici no.
Per quanto riguarda il Ramadan – no non lo faccio. Devo portarmi qualcosa da mangiare dietro (tipo schiscietta) perchè è tutto chiuso ma farlo – digiunando, non bevendo, ecc dalle 4 alle 19 non è affar mio. Dunque mangio/bevo dopo la rottura del digiuno e anche prima quando e come riesco. Sicuramente il caffè delle 7 me lo concedo.
finito il ramadam finiti i post?
i tuoi fedeli neolettori soffrono il digiuno
vero – riletto ora – un commento appropriato e di umorismo inglese