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Sono passati due anni. Si torna a casa.
Finisce questa mia esperienza tunisina.
In questo ultimo post voglio raccontare una storia.
La storia di quello che stanno costruendo due italiane e un tunisino.
Giorgia, Manuelita e Ramzi.
La storia si sviluppa a El Kef, un grosso borgo a 150 km da Tunisi.
E’ in mezzo ai monti verso l’Algeria, non tanto in alto, ma a sufficienza per avere la neve in molti inverni.
Un posto dove la gente parla con orrore del caldo appiccicoso di Tunisi.
Un posto ricco di tradizioni e di artigianato casalingo.
Non so come questa storia sia iniziata. Ma i tre, là, devono aver incontrato alcune donne capaci di fare dei bei prodotti.
E invece di far commercio, di comprare quei prodotti a basso prezzo per poi rivenderli in Italia (e guadagnarci bene), si sono fatti scattare l’idea di unirle, quelle donne.
Di unirle nella forma più elementare e dignitosa che i lavoratori di tutto il mondo hanno per essere proprietari del proprio lavoro: hanno costruito una cooperativa.
E’ una idea semplice, così semplice che ha appassionato anche il Governatorato del Kef (l’equivalente delle nostre province) che ha messo a disposizione i locali per la cooperativa.
Non so a chi dei tre sia venuta l’idea (anche se sospetto Manuelita), ma so che sono andati avanti e indietro tutta l’estate tra Tunisi e il Kef.
Tanto che non riuscivamo mai a vederci.
Loro tre.
La mia “comunità italiana” a Tunisi.
Poi una sera di settembre ci siamo riusciti. Cena italiana a casa mia.
Con prodotti italiani usciti dalle nostre dispense (buoni i tuoi salami calabresi, Manuelita).
E durante la cena i racconti, appassionati.
Dall’idea della cooperativa al concreto punto di arrivo, con i locali finiti.
Con le donne che lavorano insieme. Con i prodotti pronti.
Questo é il link di Facebook per leggere chi sono e cosa fanno (per vedere tutto bene bisogna essere registrati)
http://fr-fr.facebook.com/people/Atelier-Darnisse/100001577573756
I racconti di quella cena sono tali che viene voglia di andarci a El Kef e di darti da fare.
Ma il loro spirito di iniziativa non si ferma qui.
Entrando in contatto con le famiglie a El Kef, sono venuti a conoscenza di situazioni economiche critiche.
Non si sono persi d’animo.
Rientrati a Tunisi hanno iniziato a batter cassa con tutti quelli che conoscevano.
Hanno fatto una colletta.
Un’altra forma semplice e concreta per risolvere i problemi.
Hanno deciso di acquistare una o due mucche e di darle a queste famiglie.
Anch’io ho partecipato alla colletta.
Ora bisogna partire. Sto chiudendo casa.
Della Tunisia mi fa piacere pensare di avere formato dei tecnici e saldato delle amicizie.
Di aver costruito 5 cinque studi, 10 sale di montaggio, una televisione.
E comprato mezza mucca.
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